SOLEIL ROYAL

ammiraglia della flotta del Re Sole
epoca Luigi XIV - scala 1:100



 
Pino Ghilardi inizia la costruzione de Le Soleil Royal nel 1979, dopo aver realizzato La Réale de France, opera che a giudizio degli esperti rappresenta un'eccellenza della più raffinata espressione artistica nel mondo del modellismo navale statico.
Grazie in particolare a tale esperienza, egli aveva maturato ormai un livello qualitativo eccezionale che pone le opere di questo artista fra le eminenze.
Con un totale di oltre 7.000 ore di lavoro, in cinque anni egli realizza integralmente a mano con materiali pregiati e tecniche di elevatissimo livello, tutte le sovrastrutture in scala 1:100 della maestosa nave ammiraglia Le Soleil Royal.
Estremamente particolareggiato e di ottima manifattura, come ogni opera di Pino Ghilardi questo elegante vascello veniva da lui costruito a mano in ogni dettaglio, con legni pregiati lasciati al naturale.
La costruzione de Le Soleil Royal, modello unico ed irripetibile nella sua perfezione tecnica e raffinatezza estetica, è stata drammaticamente interrotta ed è rimasta incompiuta per la prematura scomparsa dell'artista, strappato improvvisamente alla vita da un male incurabile all'età di soli 40 anni, nel 1985. 

 
 
Qualità prioritaria che pone il modellismo di Pino Ghilardi fra le eccellenze è il fatto che -contrariamente alla maggioranza dei colleghi che comprano in negozio molti pezzi preconfezionati limitandosi poi ad assemblarli- egli non acquistava nulla di già pronto bensì realizzava i suoi piccoli raffinatissimi modelli di navi integralmente a mano, con tecniche particolari personalissime e l'utilizzo di complesse strumentazioni da orologiaio ed attrezzature dentistiche di precisione al fine d'ottenere spessori, fresature e fori microscopici nell'ordine di decimi di millimetro.


E' peraltro da sottolineare che, come per La Réale de France, negli anni '70 non esistevano piani costruttivi de Le Soleil Royal: quelli della Lusci verranno pubblicati solo dopo la morte di questo artista.
Dopo aver ricercato e analizzato ogni possibile documentazione storica e tecnica inerente il vascello, per la costruzione delle sovrastrutture de Le Soleil Royal Pino Ghilardi si è avvalso delle misure della Heller e della documentazione conservata agli archivi del Musée de la Marine del Palais de Chaillot di Parigi, a garanzia di una perfetta attendibilità storica di questo raffinato modello.
Nonostante il progresso tecnologico odierno possa offrire anche in tale settore un enorme supporto, di fatto tutt'oggi neppure i navimodellisti più audaci e competenti si avventurano nella realizzazione di un'opera della quale non sia possibile procurarsi un disegno costruttivo, poiché trattasi di un lavoro particolarmente denso di difficoltà esecutive, arduo e complesso sotto molteplici punti di vista, che richiede una grandissima esperienza unita a doti riguardevoli.


Altro tratto caratteristico peculiare distintivo del ricercato navimodellismo di Pino Ghilardi, anche per l’esecuzione di questo eccezionale vascello egli aveva scelto di attribuirne il desiderato effetto cromatico affidandosi unicamente al contrasto offerto da un sapiente accostamento dei vari tipi di materiali impiegati, tutti lasciati al naturale per un risultato estetico particolarmente elegante: legni pregiati di diverso colore, cordame, ottone brunito ecc..
I legni sono stati trattati unicamente con una leggera patina protettiva di cera, atta a garantirli inalterati nel tempo.
La scelta artistica di lasciare i legni al naturale è rarissima anche fra i modellisti più esperti, per evidenti ragioni: essa implica la più pulita perfezione nei dettagli, mentre gli esemplari dipinti comunemente in commercio nascondono quasi sempre -al di sotto del loro strato di colore- una manifattura grossolana e legni di scarsa qualità. 


Sono già state costruite da Pino Ghilardi tutte le innumerevoli decorazioni de Le Soleil Royal così come i cannoni, gli accessori del ponte, gli alberi, le manovre e le scialuppe.
Le Soleil Royal è completo in tutte le sue sovrastrutture, costruite integralmente a mano dal modellista con minuziosa attenzione ai dettagli e interamente realizzate in legni pregiati (bosso, ebano, mogano, noce e tek) ed ottone brunito.
Resta da costruire lo scafo e il confezionamento del velame, che era previsto con stendardi in pura seta e vele in finissimo cotone svizzero.
Esclusivo nella sua straordinaria qualità tecnica ed estetica, questo modello sarebbe diventato come ogni opera di Pino Ghilardi un autentico gioiello per intenditori, che ben ne incarna il delicato gusto artistico.
Il modello attende ora solo di poter essere portato a termine...


 
Soleil Royal

sovrastrutture: dettagli costruttivi

Vediamo ora la raffinata perfezione delle sovrastrutture di questo maestoso vascello, integralmente costruite a mano con estrema cura nei dettagli e utilizzando solo materiali pregiati lasciati al naturale, come ogni opera di questo artista.



Le Soleil Royal portava a bordo due scialuppe. Riprodotte completamente a mano in scala 1:100, la maggiore ha una lunghezza di cm.13 e la minore di cm.12.
Fedelmente alla realtà, le due scialuppe sono costruite con doppio fasciame: l'esterno in noce e l'interno in mogano. Come si vede in foto, esse sono dotate di ordinate a vista, con incintoni ed ogni altra rifinitura in ebano; sono munite di timone mobile (ovvero funzionante) e corredate di scalette, sassole, remi e porta-remi.



Anch'esse realizzate completamente a mano da Pino Ghilardi, le 3 lampade a forma ottagonale sbieca hanno il telaio in ottone dorato con raffinato metodo ad immersione.



Nei due scatti precedenti possiamo osservare i microscopici bozzelli.
Tutti i bozzelli de Le Soleil Royal sono stati minuziosamente costruiti a mano con infinita perizia dall'artista stesso, che li ha ricavati direttamente da tronchetti di legno pregiato. Realizzati in bosso, ebano e noce, tutti i bozzelli hanno perfette micrometriche scanalature atte allo scorrimento dei fili. Quelli muniti di carrucola in ottone, sono funzionanti e realizzati a doppia faccia.
Per un totale di circa n.2613, i bozzelli sono di n.21 tipi diversi, rispettivamente nelle seguenti quantità: 1115, 398, 247, 100, 16, 16, 24, 4, 56, 58, 13, 36, 68, 70, 32, 20, 40, 34, 80, 170, 16.
Come si può vedere nella prima delle due foto precedenti, sono costruite sempre a mano tutte le serie complete di: pagliolati in ebano; n.28 arganelli di 3 misure in ebano ed ottone; scale e scalette in ebano; n.5 argani e n.16 tacchetti in ebano e bosso.



In legno di tek ed ottone brunito, ancore ed arpioni sono trafilati a mano.
Botti, secchielli e casse per viveri, in ebano e bosso, sono anch'essi magistralmente costruiti a mano dall'artista con raffinata lavorazione a fasciame: internamente, pertanto, sono vuoti. 



E' integralmente realizzata a mano da Pino Ghilardi anche la serie completa di cannoni in 4 calibri, per un totale di n.108 piccolissimi esemplari.


Per rendersi conto meglio di quanto siano particolareggiati in microscopici dettagli questi cannoni, si tenga presente la loro dimensione media:
- lunghezza della canna mm.30;
- larghezza del carro mm.10;
- altezza complessiva del cannone mm.7.




Pur nelle dimensioni millimetriche, ciascun piccolissimo cannone de Le Soleil Royal è finemente realizzato alla perfezione: ha carro in legno di noce curato in ogni dettaglio, finanche dotato delle catene laterali e dei previsti ganci, bocca in ottone brunito tornito singolarmente, canna orientabile minuziosamente decorata a mano ad incisione e con maniglione, ed è completo di palle allineate nel porta-palle, cuneo per fermo del rinculo, aste scovoli nel porta-scovoli e di ogni altro accessorio.
Si noti che le piccolissime ruote in legno del cannone sono munite di cerchioni in ottone e di fermo-ruote che attraversa l'asse a fissaggio delle stesse.


Già completa di coffe, bozzelli e di parte del sartiame, l'alberatura è realizzata in legno di bosso ed ebano.



Gli innumerevoli fregi, le sfarzose decorazioni e le sculture, tutte tridimensionali e perfette in ogni dettaglio, sono state scolpite a mano da Pino Ghilardi che le ha intagliate ricavandole con paziente maestria da un unico blocchetto di legno di bosso.


In scala 1:100, il modello de Le Soleil Royal è composto di oltre 2.300 pezzi e, terminato, avrà una lunghezza di cm.77 ed un'altezza di cm.74.
Nonostante non sia qui possibile una descrizione più approfondita, nella foto precedente sono raggruppate, al completo, tutte le sovrastrutture de Le Soleil Royal.
Nella documentazione a corredo, i piani costruttivi de Le Soleil Royal edizione Mantua Model - Sergal Modelli e il catalogo Heller.



Soleil Royal
storia della leggendaria nave ammiraglia
 
Quanto si racconta in questa presentazione storica è tratto dagli archivi 
del Musée de la Marine del Palais de Chaillot di Parigi

Quest'opera incompiuta di Pino Ghilardi è la riproduzione di una delle tre Le Soleil Royal che hanno arricchito di gloria militare la Marina Reale francese: esattamente, è il primo dei tre, senza dubbio il più ricco, il più emblematico ed il più conosciuto.
Nella seconda metà del Seicento, il re di Francia Luigi XIV diede il via ad un massiccio programma di costruzioni navali allo scopo di allestire una potente flotta in grado di contendere agli inglesi il dominio dei mari. Tra le realizzazioni di maggior valore vi fu Le Soleil Royal, maestoso vascello di primo rango (corrispondente alla classe di maggiore potenza tra le navi dell’epoca), armato con oltre cento cannoni disposti su tre ponti e con un equipaggio di poco inferiore ai mille uomini.
La Solei Royal (“il Sole Reale”) venne così chiamata in onore del sovrano Luigi XIV di Borbone, conosciuto in tutta Europa come il Re Sole e anche come Luigi il Grande, che governò sulla Francia per oltre settant'anni fino alla sua morte (1715): durante il suo lungo regno la Francia fu sovrana in Europa non solo militarmente ma anche culturalmente, insieme all'Inghilterra.
Progettato da L. Hubac, Le Soleil Royal fu costruito nel 1669 nei cantieri di Brest ed è tutt'oggi considerata una delle più straordinarie navi mai realizzate, un autentico capolavoro di maestria costruttiva: devastante potenza di fuoco, con buone qualità di navigazione e sontuose decorazioni che la rendevano degna di aspirare al ruolo di nave ammiraglia della flotta.
A riprova del valore artistico oltre che bellico della nave, basti ricordare che le meravigliose sculture che ne ornavano poppa, fiancate e prua furono realizzate da Antoine Coysevox, artista di corte di Luigi XIV, autore, fra l’altro, delle decorazioni della reggia di Versailles. Le Soleil Royal diverrà quindi celebre non solo per la potenza del suo armamento, ma anche per la ricchezza dei suoi ornamenti, che ne fanno un autentico capolavoro dell’architettura navale barocca. Luigi XIV è d'altronde considerato l'inventore della categoria della grandeur francese.
Varato nel 1669, questo maestoso e potente vascello -che in tempi successivi sfiderà in epiche e vittoriose battaglie navali la flotta inglese- ebbe nei primi anni di attività una vita relativamente tranquilla, restando quasi sempre in porto. Esso stazzava 2000 tonnellate ed era armato di 104 cannoni di vario calibro. La svolta giunse nel 1688 quando, trascinata nella guerra della Grande Alleanza contro, tra gli altri, Inghilterra e Sacro Romano Impero, la Francia mobilitò tutte le risorse disponibili. Luigi XIV fu infatti costretto alla guerra contro quella è passata alla storia con il nome di Lega D'Asburgo, coalizione contro la Francia organizzata e voluta da Guglielmo D'Orange che aveva detronizzato Giacomo II d'Inghilterra rifugiatosi sotto la protezione del Regno francese.
Le Soleil Royal venne ammodernata e posta al comando del valoroso ammiraglio Tourville, comandante di tutte le forze navali francesi che combattevano nella Manica contro gli inglesi. Il 10 luglio 1690 Le Soleil Royal, alla testa di una quarantina di vascelli, guidò un coraggioso attacco contro una flotta nemica anglo-olandese di forza doppia: l’attacco ebbe successo e Le Soleil Royal fu tra le unità che più si distinsero nel combattimento. E' durante questa guerra che le doti veliche, la potenza di fuoco ed il suo fulgore furono conosciute dalle marine nemiche e rimasero impresse per sempre sotto la splendida ed inequivocabile sagoma de Le Soleil Royal.

Soleil Royal and Britannia in Battle - James A. Flood Maritime Art. Inc.

Il 29 maggio 1692 l’ammiraglia francese, sempre al comando di Tourville, prende il mare verso la più dura e cruenta battaglia di questa guerra, che trasformò il mare tra Havre e Cherbourg in uno scenario rosso di fuoco e di sangue. Nello scontro furioso con i vascelli inglesi due unità nemiche vennero affondate, ma anche Le Soleil Royal riportò danni gravissimi e fu proprio il fuoco a distruggere questo capolavoro di architettura navale: per tre notti le potenti artiglierie de Le Soleil Royal riuscirono a respingere ogni attacco nemico, ma all'alba del 2 giugno 1692, nei pressi di Cherbourg, Le Soleil Royal viene attaccata da numerose navi inglesi e brulotti. Uno di questi, il Blaze, scampato agli scontri ed alle artiglierie francesi, comandato da Thomas Heath, riesce a speronarla di poppa appiccando il fuoco. L’incendio diventò subito incontrollabile; dopo un attimo infatti un'esplosione terribile lanciò in aria, tra altissime lingue di fuoco, sovrastrutture, cannoni e marinai: la devastante esplosione distrusse completamente la nave e causò la morte dell’intero equipaggio lasciando, pare, un solo superstite.
Solo altre due navi ebbero l'onore di far rivivere il nome de Le Soleil Royal. La prima, Le Foudroyant, era in corso di costruzione a Brest durante la battaglia di Cherbourg e fu destinata a portare nuovamente la bandiera dell'ammiraglio Tourville. La seconda, costruita nel 1749, fu conosciuta nella battaglia detta dei Cardinali al comando di Monsieur De Couplans: essa fu incendiata dal suo stesso equipaggio, non per ammutinamento bensì per non lasciarla nelle mani degli inglesi che l'avevano costretta alla resa.
Ma la storia de Le Soleil Royal non si concluse in quel tragico 2 giugno 1692: dopo secoli di oblio, infatti, nel 1983 le acque del porto di Cherbourg ne restituirono alcuni resti. In seguito furono riportate in superficie intere sezioni del relitto, tra cui tratti di fasciame lunghi diversi metri. Le Soleil Royal, indimenticabile orgoglio della flotta francese e valorosa nave ammiraglia del Re Sole, fece ancora parlare di sé.